Macroscenario socio economico – L’era dell’incertezza

Nella nostra precedente newsletter d’inizio anno avevamo evidenziato come la brexit, sul piano europeo, e l’inizio della nuova amministrazione Trump, sul piano mondiale, avrebbero influenzato le linee di tendenza dello scenario politico ed economico di questo 2017. Ora, a quasi cinque mesi di distanza possiamo iniziare a fare il punto della situazione e a delineare i trend per il prossimo futuro.

Sullo scenario europeo la Brexit non sembra aver avuto i risvolti devastanti che si temevano sulla tenuta politica ed economica dei paesi comunitari, anzi, al contrario, ha sortito un moderato effetto positivo teso a rinsaldare la politica comunitaria finalizzata a raggiungere obiettivi economico commerciali finalmente improntati ad una maggiore unità e concretezza. La finanza e i principali attori dell’economia mondiale hanno dimostrato di preferire le logiche comunitarie europee e quelle isolazionistiche inglesi e questo si tradurrà probabilmente nel medio periodo, oltre al trasferimento verso i paesi europei continentali, dei siti produttivi di importanti gruppi industriali manifatturieri multinazionali anche al trasferimento della principale piazza finanziaria di scambio da Londra alle sedi europee di Francoforte, Parigi e Milano. In conseguenza di ciò è possibile un rafforzamento delle prospettive economiche dei paesi dell’Europa continentale a fronte di un indebolimento del Regno Unito in termini di consumo interno e capacità di esportazione.

In ambito mondiale i primi mesi della presidenza Trump sono stati caratterizzati da una linea politica contraddittoria e caratterizzata da una assoluta imprevedibilità delle scelte. L’uscita dagli accordi di Parigi sul clima, le scelte interne in tema di welfare e immigrazione, la politica isolazionista e la mancanza di accortezza diplomatica a livello internazionale fanno dell’attuale leadership Usa un partner che viene percepito come quantomeno inaffidabile e ciò a particolare danno delle aziende e di tutta l’economia americana che in questo momento sembra invece attraversare un periodo di particolare effervescenza dopo gli anni di recessione. Questo disallineamento fra la spinta alla crescita delle imprese e del mondo finanziario americano e le scelte politiche governative potrebbe innescare divergenze e tensioni all’interno del paese con esiti imprevedibili e dai risvolti estremamente delicati sullo scenario internazionale. L’atteggiamento sin qui tenuto in ambito politico ed economico dagli Usa sta in realtà creando nuove opportunità alla Cina che continua a perseguire una attiva ed aggressiva politica di espansione economica verso i mercati occidentali e la cui economia è prevista in buona ripresa nel corso dell’anno.

Le linee di tendenza dello scenario politico ed economico di questo 2017 vedono poi un nuovo importante fattore emergente a cui prestare attenzione, anche e soprattutto per le prospettive di sviluppo economico e cioè gli equilibri che verranno a crearsi in medio oriente in funzione del “termine” della guerra all’Isis. L’ormai aperto confronto fra l’Arabia Saudita e l’Iran non può non celare una gravissima tensione nell’area medio orientale con ripercussioni di instabilità che vanno dal nord Africa fino al Pakistan. Inutile ricordare come in questa area oltre ad esserci i maggiori giacimenti petroliferi e di gas naturale ci sono due fondamentali corridoi economici obbligati e cioè gli stretti di Hormuz e Bab el Mandeb il cui controllo ha valenza strategica planetaria.

L’economia, il commercio e le esportazioni per prosperare hanno soprattutto bisogno di condizioni di stabilità politica e fiducia verso le prospettive future e già da questi brevi elementi che abbiamo delineato sembra che il trend degli eventi non vada in questo senso. Non pochi economisti infatti cominciano a prospettare una possibile onda recessiva dalla seconda metà del 2018.

Quali prospettive per le industrie dei gruppi elettrogeni?

Lo sviluppo economico e i nuovi standard di vita sociale che si vanno affermando in tutte le aree del mondo creano una costante richiesta di energia. Le linee politiche poi, sempre più riaffermate dai vari governi e dagli enti transnazionali, puntano verso una energia sempre più prodotta in proprio sia attraverso fonti rinnovabili sia attraverso gruppi elettrogeni tagliati su misura delle unità sia abitative che industriali e in grado di usare carburanti a basso impatto ambientale. Un elemento strategico da tenere sotto osservazione è la costante evoluzione dei sistemi di storage elettrochimico che in funzione dei progressi sin qui ottenuti e delle prospettive di sviluppo a breve termine saranno sempre più chiamati a fare da tampone fra la fonte di produzione primaria e gli utilizzatori influenzando così le logiche e le caratteristiche di costruzione dei gruppi stessi.

In conclusione possiamo affermare che la richiesta dei mercati rimane in costante trend positivo in termini di domanda, ma i mercati stessi non possono non risentire del perdurante quadro di instabilità geopolitica che sta investendo aree e paesi cardine del commercio internazionale. In questa ottica è fondamentale mantenere una politica commerciale estremamente diversificata in termini di clientela e rispettiva geolocalizzazione e al tempo stesso continuare ad investire in qualità e innovazione per essere pronti a rispondere alle nuove richieste che il veloce progresso tecnologico impone. C’è da considerare inoltre che in praticamente tutte le aree geografiche i budget per approvvigionamenti dei settori difesa e protezione civile sono in costante aumento….