Macro Scenario socio economico 2017: un nuovo punto di partenza?

Lo scenario politico/economico internazionale di questo inizio 2017 è fondamentalmente caratterizzato dall’avvento della nuova amministrazione americana guidata da Donald Trump. I mercati sono in sostanziale attesa per comprendere sino a che punto il nuovo presidente statunitense manterrà fede alle sue promesse elettorali circa la rimessa in discussione dei trattati economici internazionali. La deriva protezionistica degli Stati Uniti che deriverebbe dalla abrogazione o comunque dalla sostanziale modifica di questi accordi internazionali di libero scambio, altererebbe significativamente il pur fragile equilibrio che si stava ricreando dopo anni di recessione economica globale, facendo emergere al contempo le possibilità che nuove potenze economiche trovino ulteriori spazi per affermare la loro valenza commerciale come ad esempio la Cina nella zona Far east. Il sostanziale cambiamento che potrebbe intervenire nelle linee strategiche della politica americana per quanto attiene la gestione della crisi medio orientale potrebbe inoltre far mutare le possibilità commerciali appena riaperte, specie alle aziende europee, verso l’interessante e ricco mercato Iraniano che si troverebbe quindi spinto verso il nuovo polo politico/commerciale rappresentato dagli interessi Russo Cinesi nell’area. Questi fatti, uniti non da meno agli effetti ancora tutti da verificare della Brexit, consigliano alle aziende esportatrici europee una estrema attenzione e un monitoraggio continuo della situazione per definire politiche commerciali che comunque, in questo periodo, dovranno essere caratterizzate da una estrema flessibilità ed apertura ad azioni esplorative volte a più fronti. Resta comunque il fatto che per cominciare a cogliere in maniera significativa i mutamenti che condizioneranno l’evoluzione economica dello scenario internazionale nei prossimi anni bisogna attendere almeno il secondo quadrimestre 2017.

Che prospettive per il mercato dei gruppi elettrogeni?

I paesi emergenti restano i mercati più fertili grazie all’aumento delle liberalizzazioni ed al divario ancora da colmare tra fornitura e domanda di energia. Negli ultimi tre anni inoltre, i gruppi elettrogeni a gas hanno conquistato importanza in Europa e Stati Uniti grazie alle più severe leggi sulle emissioni e ai prezzi inferiori del gas. Il boom dei gas di scisto negli Stati Uniti e la crescente diffusione del biogas in Europa hanno mantenuto su livelli interessanti il mercato dei gruppi elettrogeni a gas nelle due regioni, mentre le liberalizzazioni hanno spinto il mercato nei paesi emergenti. Da rilevare il fatto che la Cina e l'India sono diventati i più grandi centri di produzione di gruppi elettrogeni e in essi molti grandi produttori stranieri stanno aumentando la propria presenza in modo organico o tramite accordi ed alleanze strategiche.Già nel 2013 e nonostante la recessione economica, questo mercato ha assunto un valore di 4,14 miliardi di dollari e si stima che questa cifra raggiungerà quota 8,59 miliardi di dollari nel 2019 nei segmenti di utenti finali di tipo residenziale, commerciale e industriale.I gruppi elettrogeni a gas si conformeranno più facilmente alle normative ambientali, poiché producono maggiori quantità di energia elettrica attraverso sistemi combinati di calore ed energia (CHP) a gas naturale altamente efficienti e decentrati. La proprietà del gas di essere un carburante pulito, insieme ai vantaggi dei gruppi elettrogeni (tra cui il rumore inferiore e la maggiore velocità di ottenimento dei permessi ) renderanno questa la scelta ideale per gli utenti finali in tutti i segmenti. L'aumento della disponibilità di gas naturale ed il miglioramento dell’infrastruttura di distribuzione hanno fatto scendere il prezzo del gas stesso, favorendo fortemente le vendite di gruppi elettrogeni che utilizzano questa fonte energetica anche nelle regioni del mondo più sviluppate e ciò nonostante il fatto che i miglioramenti tecnologici, come ad esempio i sistemi di controllo automatico, rendono questi gruppi il 50% più costosi rispetto a quelli diesel. Le previsioni indicano che la loro affidabilità ed i costi operativi inferiori manterranno alta la domanda. Ciò è poi particolarmente vero nei paesi emergenti, che non hanno accesso a riserve adeguate di gas né dispongono delle infrastrutture necessarie per la sua conduzione da altre regioni. L'ampliamento del divario tra domanda e offerta porterà quindi all’affermazione dei gruppi elettrogeni a gas come fonte primaria e continuativa di energia. In questo scenario, le unità elettrogene più flessibili con tempi di risposta rapidi possono fornire alle aziende di servizi di pubblica utilità un’infrastruttura alternativa per la produzione di energia, consentendo loro di sfruttare al meglio gli elevati prezzi dell'energia elettrica nelle ore di picco della domanda. I gruppi elettrogeni a gas poi, con la loro tecnologia a basso rischio, i costi di capitale favorevoli e la maggiore efficienza, sono destinati a divenire la tecnologia di scelta per i carichi intermedi e, sempre più, per la produzione del carico di base, politiche e quadri normativi efficaci, disponibilità di gas naturale ed elevata consapevolezza dei consumatori alimenteranno ulteriormente la crescita di questo mercato. La regione Asia-Pacifico assisterà alla crescita più rapida e sarà la regione più rilevante per le vendite di gruppi elettrogeni specie se a gas sia in ambito commerciale che residenziale. Per il segmento industriale, sarà invece auspicabile per gli operatori concentrarsi sull'offerta di gruppi elettrogeni ibridi e sulla flessibilità dei carburanti.